"Voglio raccontare l’esperienza da spalatore. In tempi di crisi la nevicata ha portato alla città di Ancona anche un po’ di lavoro per disoccupati e cassaintegrati." Continua la lettera, intitotala 'La neve ha mille colori' di un giovane spalatore anconetano...
Alla chiamata del Comune, io che sono cassaintegrato della Fincantieri, in una gelida mattina ho trovato tanti nuovi cittadini come me che hanno risposto all’appello di aiutare la città in un momento di estrema difficoltà. Mi registro nella lista, e con me trovo diversi miei compagni di lavoro e tantissimi migranti uomini e donne del Bangladesh, della Tunisia, del Camerun, dell’India, della Romania,dell’Albania e di tanti altri Paesi che, come me, si sono resi disponibili alla causa. Spaliamo neve, rompiamo ghiaccio, nei quartieri popolari e nelle piazze della città, aiutiamo chi è in difficoltà, disabili, anziani, perché a prescindere dal rimborso che ci viene concesso, è stata la solidarietà a muoverci.
Ci organizziamo, in questo lavoro nessuno di noi ha esperienza, tanto diversi nel modo di lavorare, con culture diverse, ma insieme stabiliamo delle priorità, spaliamo prima i posti auto riservati ai diversamente abili, gli ingressi alle scuole, i centri di riabilitazione e le fermate dei bus. Sorridiamo, ci aiutiamo e aiutiamo, parliamo di cricket, di religioni, di calcio: è stato come se mille culture diverse, attraverso la pala e la neve, fossero riuscite a trovare un modo comune di comunicare; al posto dei “capi”, ho ritrovato quello spirito del lavoro che è stato cancellato nel nostro paese dai grafici delle borse e dall’andatura dello spread. Questa il nostro gruppo che ha reagito a questa crisi: io sono cassaintegrato, Farabi è stato licenziato dal peschereccio, Aroud è disoccupato, e tanti altri che in questi giorni freddi hanno rotto il ghiaccio, un po’ per soldi, un po’ per solidarietà, ma tutti per affermare l’appartenenza alla città di Ancona.
C’è stata la solidarietà dei residenti, qualcuno ci preparava un caffè, altri ci hanno invitato a mangiare un pasto al caldo, e sotto il ghiaccio ho riscoperto una città solidale in un momento difficile…una città che ti ringrazia per quello che fai… non ero più abituato. Spaliamo la neve, rompiamo il ghiaccio, la neve fina ti entra nella sciarpa, tanti sono gli argomenti: molti ti parlano del permesso di soggiorno e della mancanza di un contratto che ti può far diventare da un giorno all’altro clandestino, altri sono stati espulsi dal mondo del lavoro perché hanno quell’età in cui le imprese non ti assumono più, altri ancora che un contratto di lavoro non l’hanno mai visto…le nostre storie sono quelle di una città che non vedi. Dopo questi giorni la neve si scioglierà, le strade torneranno libere, le scuole riapriranno, la primavera busserà alle porte, e appena le temperature risaliranno, questi mille colori che hanno aiutato la città, resteranno l’esperienza più bella ed umana che ho vissuto. Dopo la pala c’è bisogno di lavoro e di cittadinanza per tutti...
Uno spalatore
da Ambasciata dei diritti
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venerdì 17 febbraio 2012
mercoledì 17 marzo 2010
La biblioteca dell'integrazione
Il recente ingresso di Ancona nel progetto europeo Urbact II rende possibile una serie di azioni e di iniziative per l’inclusione sociale e l’integrazione, che, se messe in atto, potranno dare un contributo interessante e innovativo per lo sviluppo del tessuto sociale di questa città, dove la dimensione multiculturale e multietnica svolge un ruolo fondamentale.
Sulla base di questo Piano europeo si sta, ad esempio, sviluppando un progetto di realizzazione di una biblioteca multiculturale, che sarà ospitata nella Casa delle Culture.
La Casa delle Culture di Ancona è nata nel 2006 dall'unione di numerosi gruppi, organizzazioni e associazioni che sono attivi in città sulle molteplici tematiche dell’impegno sociale e culturale: ambiente, pace, cultura, teatro, arti visive, musica, volontariato e, in generale, sviluppo sostenibile della comunità locale in tutti i suoi aspetti.
La Casa è ospitata all'interno di uno degli spazi simbolo della città che deve crescere, rinascere, riformarsi, trovare un nuovo stile: l'ex mattatoio comunale, nel quartiere popolare di Vallemiano, per il quale da anni esiste un progetto di restyling, finora non realizzato.
Della biblioteca multiculturale si parlerà anche al convegno “La forma della città: scenari urbani per favorire l’inclusione sociale”, progettato anch’esso all’interno di Urbact II. L’iniziativa, che si svolgerà giovedì 25 marzo dalle 17,30 alle 20,30 nella Sala audiovisivi di via Bernabei 30, servirà ad approfondire sia il tema dei nuovi spazi e delle nuove attività per l’integrazione, sia quello più generale e complessivo degli scenari urbani.
Aprirà l’assessore comunale alla Cultura Andrea Nobili, con un intervento su “Spazi e attività culturali per favorire l'inclusione sociale”. Sarà poi Mario Duca, dell’associazione Casa delle Culture, a illustrare il progetto della biblioteca di Vallemiano. Ylenia Pace, per l’associazione Ponte tra culture, illustrerà in seguito il progetto “Teatropolis - Un Laboratorio Teatrale Interculturale”.
Alle 18.30 Augusto Ciuffetti (AIPAI Ass. Italiana per il Patrimonio Archeologico Industriale) presenterà il libro “Le Piazze del Sapere - Biblioteche e Libertà”, la cui autrice, Antonella Agnoli, interverrà subito dopo con un approfondimento sul ruolo della biblioteca come centro di condivisione dei saperi.
Concluderà il convegno l’assessore comunale all’Urbanistica Paolo Pasquini che affronterà il tema “Scenari urbani e contaminazioni sociali”.
URBACT II è un programma europeo di cooperazione interregionale finanziato dal Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR) per favorire lo scambio di esperienze tra città europee diffondendo le conoscenze acquisite in materia di sviluppo urbano sostenibile. Il Programma Urbact II rappresenta la continuazione del programma di iniziativa comunitaria Urbact I creato nel 2002 al fine di mettere in rete le città beneficiarie di programmi europei a carattere urbano (Urban I, Urban II, Urban Pilot Projects) e di consentire lo scambio di esperienze grazie alla definizione di reti tematiche. Tra il 2003 e il 2006 sono stati sviluppati 38 progetti, tra i quali figurano gruppi di lavoro, reti tematiche, studi, programmi di formazione nei nuovi Stati Membri. Questi progetti hanno coinvolto 217 città di 29 Paesi.
Il Programma Urbact II ha come obiettivo generale il miglioramento dell’efficacia delle politiche per lo sviluppo integrato urbano allo scopo di implementare la strategia di Lisbona-Goteborg. Questo obiettivo generale si articola in tre obiettivi specifici:
a) agevolare lo scambio di esperienze e le conoscenze acquisite tra decisori politici ed esperti nel campo dello sviluppo urbano sostenibile e tra autorità locali e autorità regionali;
b) diffondere le esperienze e le buone pratiche sperimentate nelle città europee e assicurare il trasferimento del know-how relativo al settore dello sviluppo urbano sostenibile;
c) fornire assistenza ai decisori politici e ai professionisti nel definire i piani d’azione attinenti allo sviluppo urbano sostenibile.
http://urbact.eu/
lunedì 8 marzo 2010
Quando le mamme tornano a scuola
Le persone che abitano ad Ancona insieme con gli italiani vengono da centododici paesi del mondo. Sono quasi 11 mila, su un totale di 102.425 abitanti: più del 10 per cento della popolazione. La metà di loro ha un’età compresa tra i 18 e i 39 anni e i più numerosi, in assoluto, sono bambini piccolissimi, che non hanno neanche un anno di vita.
La presenza in città degli immigrati cosiddetti di seconda generazione, i minori arrivati in Italia in seguito al ricongiungimento familiare o perché nati ad Ancona da giovani coppie non comunitarie, è in continua crescita. I bambini nati da coppie straniere ha raggiunto la percentuale annua del 23%. Questo significa che l’assetto culturale ed etnico della nostra città si sta modificando “da dentro”, a partire dai più giovani, che nascono o crescono nei quartieri di Ancona, assimilano il dialetto, vivono gli spazi e si riconoscono nei luoghi che ricordano la storia e le tradizioni della città.
L’integrazione probabilmente sarà inevitabile nel corso degli anni, ma indubbiamente la sfida dell’Amministrazione, per il secondo decennio del 2000, è quella di agevolarla, soprattutto perché a questo processo di recupero di nuove basi di condivisione culturale che permettano di instaurare un vero dialogo tra i numerosi e diversi stili di vita.
Creare queste condizioni significa agire su più fronti, a partire dalla formazione, fino alla garanzia di condizioni di vita dignitose e decorose per tutti: sia in termini di sostegno alle situazioni di maggiore debolezza, sia in termini di sicurezza. Una sfida impegnativa, dunque, che risulta ancora più complessa oggi che la crisi globale è diventata un problema concreto per molte famiglie, italiane e straniere”.
(mio articolo pubblicato su "Il Comune di Ancona" - n.1 2010)
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